di Antonietta Bottini
le iniziative a favore della gestione pubblica del servizio idrico integrato (eliminando l'aberrazione della separazione fra attività di gestione e quella erogazione) si stanno moltiplicando e ricevono ampio consenso. Si sta determinando una forte spinta che favorirà l'inserimento negli statuti comunali della clausola suggerita da Paolo Ferloni.
Tuttavia i tempi della messa a gara pubblicata dall'Ato di Pavia sono tanto ristretti che potranno invalidare anche una clamorosa manifestazione di volontà della maggioranza di cittadini e amministratori. Per questo penso che sia necessario concentrare ogni sforzo nel tentativo di bloccare la gara.
In queste ore ho interessato un insigne avvocato e docente universitario che si è reso disponibile ad esaminare la questione . Ma soprattutto credo che una zeppa diretta, certa e urgentissima debba essere posta dai Sindaci. I Sindaci sono in questo momento l'unico soggetto che può chiedere la convocazione di una Assemblea AATO per proporre un approfondimento riguardo alle criticità che stanno emergendo sulle decisioni prese e interrompere la procedura della gara .
Ho preparato una bozza di lettera da spedire per posta con tanto di francobollo indirizzata ai Sindaci di tutti i comuni della provincia. (clicca su Continua a leggere)
di Giovanni Giovannetti
Acqua pubblica o in mano ai privati? Quale principio sosterrebbero gli attuali elettori della Lega Nord, una parte dei quali sono ex elettori delusi della sinistra? Cosa dovrebbe pensare chi vuole essere «padrone a casa sua» di fronte alla notizia che l’attuale presidente dell’Asm pavese Giampaolo Chirichelli (Lega Nord, nonché presidente del cda di Finlombarda, la società a cui l’Ato pavese deve ricorrere per i finanziamenti) fino a ieri è rimasto seduto al tavolo con i rappresentanti della multinazionale francese Veolia, a cercare un accordo per la privatizzazione dell’erogazione dell’acqua in provincia di Pavia? Ora Chirichelli si dichiara fiero avversario della cessione dell’acqua ai privati, e annuncia un’associazione temporanea di imprese pubbliche pronta a concorrere; ma a quel tavolo, con al fianco il chiacchierato Tedesi e Bina, insieme a Veolia c’era il leghista Chirichelli e non «quella parte di sinistra che ha annunciato il posizionamento di gazebo per la raccolta di firme contro la privatizzazione dell’acqua. Quel gazebo – ironizza il presidente di Asm – potrebbero cederli alla Lega, che ne ha bisogno» (“
Se sull’acqua
Per parlarne insieme, per informarci sul problema, per scambiarci idee su come/cosa/quando fare qualcosa, per dire ai nostri amministratori «Non ci piace quello che avete fatto e come l’avete fatto: fermatevi!». Siamo invitati tutti, ma proprio tutti (cittadini, associazioni, movimenti, partiti, comitati) all'assemblea per un coordinamento cittadino a difesa dell’acqua pubblica indetta per lunedì 9 Novembre a Pavia, ore
- del parere del Comitato di Vigilanza Risorse Idriche, che ha bocciato il Piano d'Ambito dell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di Pavia e il metodo di determinazione delle tariffe da applicare, poiché non tutelano la risorsa acqua («il piano è fatto per incentivare il consumo delle risorse idriche e non per salvaguardarle», dice il CO.VI.R.I.) e non tutelano l'utenza (non è previsto un limite massimo annuale per gli aumenti delle tariffe, come invece prevede la normativa nazionale);
- del parere dell'Antitrust, che sostiene come un affidamento esclusivo per 10 anni non crea mercato e concorrenza, ma li impedisce;
- del parere della gente, che negli ultimi anni ha risposto in maniera massiccia alle iniziative di sensibilizzazione verso il tema acqua, sostenendo con la propria firma, la propria presenza, la propria opinione il concetto che l'acqua è un bene pubblico e non può essere utilizzata per alcun motivo e a nessun livello a scopo di lucro.
A Pavia tante iniziative sono sorte spontaneamente all'annuncio di questa gara d'appalto, tanti cittadini, gruppi, movimenti, partiti, associazioni si sono mobilitati immediatamente, per manifestare la propria contrarietà, a chiedere perché non sono mai stati minimamente coinvolti dalle istituzioni e dalle amministrazioni (compresi i sindaci) nel percorso che ha portato all'attuale stato di cose.
Siamo i primi in Italia ad effettuare questo tipo di gara, tutta l'Italia che ha a cuore il bene comune ci sta guardando. Solleviamoci!!
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua - GruppoAcqua per la provincia di Pavia
(organizza la Federazione della Sinistra d'Alternativa)
Al nostro gazebo verrà illustrata la richiesta al Sindaco e al Consiglio di inserire nello Statuto del Comune di Pavia, quale comma 2 dell’art. 5, il seguente testo:
La domanda più importante è: L’acqua è un bene di rilevanza economica? La risposta è semplice: per chi produce acqua minerale, per chi usa grandi quantità di acqua in impianti industriali o d’estate in irrigazioni agricole, la risposta è sì. Invece per il consumo individuale del singolo cittadino non c’è motivo di vedere nell’acqua un bene di rilevanza economica.
L’Amministrazione comunale può indicare nell’acqua un bene di vitale importanza per l’intera popolazione, indipendente dalle condizioni economiche e sociali, e che perciò il servizio idrico integrato è senza scopo di lucro, la cui gestione è da affidare a un’azienda speciale pubblica.
Il 28 gennaio 2009
In Italia abbiamo i costi più bassi d’acqua potabile d’Europa, e
Ripetiamo che il diritto all’acqua è inalienabile, individuale e collettivo. Per queste ragioni chiediamo al Sindaco e al Consiglio di inserire nello Statuto del Comune di Pavia, quale comma 2 dell’art. 5, il seguente testo:
«Il Comune ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e non una merce, e pertanto:
- Il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro;
- la rete di acquedotto, la distribuzione, le fognature e i depuratori sono di proprietà pubblica inalienabile e di competenza del Comune;
- la loro gestione è affidata a enti o aziende interamente pubbliche;
- il Comune garantisce ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di
di Giovanni Giovannetti
A Valle Lomellina e dintorni lo stabilimento della S.i.f. Furfurolo era popolarmente chiamato “Vietnam”. Quando si alzava il vento, le ceneri della lolla avvolgevano il paese in una nuvola di silice nera, non bella da vedere, e ancora meno bella da respirare. La morte della fabbrica ha lasciato in eredità il terreno devastato dalle rimanenze di testa e di coda del furfurolo, sostanza molto inquinante e pericolosa per la salute, per la presenza dei fenoli. Finisce tutto (quasi tutto) dentro a un migliaio di bidoni, messi a marcire in fosse abusive scavate nei terreni della fabbrica e nei campi circostanti. Un disastro: in breve tempo, i bidoni corrosi rilasciano i veleni che vengono assorbiti, fino a contaminare persino la prima falda acquifera.
Da Valle a monte sono in molti a porsi domande, o ridacchiare e darsi di gomito: le carte sembrano a posto ma… conti alla mano, la bonifica di un’area all’estrema periferia del paese, il cui valore fondiario non arriva a 2 milioni di euro, verrà a costare più di 30 milioni, 65 miliardi delle vecchie lire! Sì, perché dopo il fallimento della S.i.f., dieci anni fa
di Irene Campari*
Mi permetto di rivolgermi a Voi in modo congiunto Le Vostre reciproche storie private e pubbliche sono distanti, eppure si sono fortuitamente trovate a condividere le stesse pagine della stampa locale. Può capitare a coloro che non hanno un vissuto ordinario e banale. Penso possa essere d’interesse per Entrambi ricostruire in modo, seppur personalissimo, un frammento almeno di percorso che Vi ha portati a tale visibilità mediatica in un ordinario giorno d’autunno pavese. Leggo che la lombarda signora Gariboldi sarebbe candidata per il Pdl alla poltrona di Consigliere regionale perché capace e perché chiamata a gran voce dal partito a ricoprire tale ruolo. Leggo che il signor Stan (cittadino rumeno di origine Rom) sarebbe candidato all’allontanamento da Pavia poiché «Pavia non lo vuole», come ha dichiarato il giovane vicesindaco Gianmarco Centinaio. Che destini affatto simili avete! Lei Signora Gariboldi appartiene al ristretto gruppo dell’élite politica locale, ha lodevolmente curato la campagna elettorale del Pdl alla scorse elezioni provinciali ed è stata premiata con un assessorato. La sua posizione sociale è solida, indiscutibile e invidiabile, di quelle che fan serrare le fila intorno a sé in caso di bisogno. Lei signor Stan è nato a Slatina in Romania in una delle comunità Rom più grandi d’Europa, di tanti fratelli lei è l'unico che sa un po’ leggere, povero e massacrato di botte qualsiasi in una notte qualsiasi, e per questo ridotto su di una sedia a rotelle. In passato ho potuto solo vagamente immaginare
di
In molte città italiane si sono tenute manifestazioni per la libertà di stampa e contro Berlusconi. A Pavia, in Piazza del Tribunale la locale sinistra si è data convegno e c’era Francesco Brendolise (Partito democratico), che recentemente mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa, querela poi archiviata dalla Procura perché quanto ho scritto su di lui rispondeva al vero sillaba dopo sillaba. C’era soprattutto l’avvocato Alessandra Morlotti (Sdi), che è solita praticare la denuncia a scopo intimidatorio (d'accordo con i compagni di merende Domenico Pingitore e Roberto Portolan, l’ex assessore già frequentatore delle patrie galere). Per il caso Giurato-Pigitore - quest'ultimo è ora indagato per calunnia - ne sono toccate tre anche a me, poi archiviate, così come le querele al “Settimanale pavese”, a questo blog e a quello del Circolo Pasolini (querele condivise con Irene Campari).
A manifestare per la libertà di stampa era ben rappresentato il Partito democratico, l’area politica da cui provengono altri figuri dalla querela facile, figuri come l’ex sindaco Piera Capitelli e la sua obbediente tirapiedi Ilaria Balduzzi, quest’ultima a suo tempo nominata capo dei vigili così come il cavallo di Caligola diventò senatore.
Negli ultimi due anni ho avuto 11 querele e nessuna condanna, quasi tutte provenienti da persone oggi in piazza a manifestare ipocritamente per la libertà di stampa, persone appartenenti allo stesso partito che il giorno prima in Parlamento aveva salvato Berlusconi con l’ignobile farsa assenteista messa in scena da 33 deputati dell’opposizione (25 del Pd, 7 dell’Udc e 1 dell’Idv; assenti anche 36 deputati della maggioranza): fossero stati presenti, lo scudo fiscale non sarebbe passato e Berlusconi sconfitto.
Ma, simbolicamente, è altrettanto grave che né “L’Unità” né
A Pavia, i due centri comunali in via San Carlo e Fossarmato ospitano circa 70 rumeni di etnia Rom (uno ogni mille abitanti; più della metà sono minori). Secondo alcuni politici e faccendieri locali la loro presenza causerebbe ansie e insicurezze ai pavesi ben più, per i molti che tirano la cinghia, della fatica di arrivare a fine mese. Balza evidente la tragicomica simmetria tra la sinistra parentesi della Giunta Capitelli (Pd) e alcune recenti esternazioni del neosindaco Cattaneo (Pdl), entrambi ossessivamente intenti a battere sul tasto dei Rom cattivi e intanto ignorare ben altri segnali come, ad esempio, i vorticosi movimenti di denaro nelle numerose banche pavesi, nonostante l’assenza di attività produttive; o la disoccupazione; o le iperspeculazioni immobiliari e finanziarie; o i dolorosi riverberi su salute e territorio dei rifiuti inquinanti e radioattivi, ovvero della monnezza-connection e della moltitudine di inchieste milanesi, torinesi, veronesi, calabresi, spezzine, livornesi, astigiane, genovesi (e mai pavesi) e relativi burattini e burattinai che incrociano in zona.
Il sindaco Cattaneo è come Pinocchio: un burattino di legno dal naso sempre più lungo. Una settimana fa la “bufala” sui casi di pedofilia e prostituzione minorile tra i Rom del Centro di via San Carlo; ieri ancora bugie sulla mancata assistenza a due famiglie rumene sgomberate dalla Necchi. Lo stesso assessore ai Servizi sociali Assanelli ha correttamente riferito che era loro intenzione accudire i bambini, separandoli tuttavia dai genitori e questo è inaccettabile (ma non sono gli zingari quelli che “rubano” i bambini? Ma non sono i cattolici come Assanelli e Cattaneo quelli in prima linea a difendere l’unità della famiglia?). Confermo inoltre che non uno di questi bambini è poi tornato a scuola e, al momento, di loro non si hanno notizie. Ricacciati indietro, alla faccia del superiore interesse dei minori.
Sono ferite di cui il nostro giovane sindaco porta ampie responsabilità. Ferite che sui minori non si cicatrizzeranno. Ma forse queste famiglie pesano poco: come evanescenti “scarti umani” sono facilmente dilavabili dalla coscienza, e per certi cattolici domenicali potrebbero anche bastare quattro ave e tre pater. Non si dilavano invece gli articoli 2, 3 e 34 della nostra Costituzione, la stessa sulla quale Cattaneo ha giurato.
A Pavia e nel Paese stiamo assistendo all’uccisione del sentimento di verità. La politica che coltiva le rendite elettorali della paura, dell’esclusione e dell’odio; la politica che criminalizza i poveri invece delle povertà; la politica che favorisce i business delle mafie, lo spreco delle risorse e le speculazioni immobiliari; la politica che non si oppone alla trasfusione del razzismo e della xenofobia nelle vene del senso comune, gettando invece benzina sul fuoco dell’intolleranza. Questa politica sta rubando il futuro a noi e ai nostri figli, e i più grandi sono coetanei di Alessandro Cattaneo. Sindaco, si può anche sbagliare; l’importante è correggersi. Pensaci, prova a migliorarti, smarcati.