Bloccare la gara

di Antonietta Bottini

 

 

le iniziative a favore della gestione pubblica del servizio idrico integrato (eliminando l'aberrazione della separazione fra attività di gestione e quella erogazione) si stanno moltiplicando e ricevono ampio consenso. Si sta determinando una forte spinta che favorirà l'inserimento negli statuti comunali della clausola suggerita da Paolo Ferloni.

Tuttavia i tempi della messa a gara pubblicata dall'Ato di Pavia sono  tanto ristretti che potranno invalidare anche una clamorosa manifestazione di volontà della maggioranza di cittadini e amministratori. Per questo penso che sia necessario concentrare ogni sforzo nel tentativo di bloccare la gara.

In queste ore ho interessato un insigne avvocato e docente universitario che si è reso disponibile ad esaminare la questione . Ma soprattutto credo che una zeppa diretta, certa e urgentissima debba essere posta dai Sindaci. I Sindaci sono in questo momento l'unico soggetto che può chiedere la convocazione di una Assemblea AATO per proporre un approfondimento riguardo alle criticità che stanno emergendo sulle decisioni prese e interrompere la procedura della gara .

Ho preparato una bozza di lettera da spedire per posta con tanto di francobollo indirizzata ai Sindaci di tutti i comuni della provincia. (clicca su Continua a leggere)

lunedì, 09 novembre 2009 | link | commenti

A chi volete darla a bere?

di Giovanni Giovannetti


Acqua pubblica o in mano ai privati? Quale principio sosterrebbero gli attuali elettori della Lega Nord, una parte dei quali sono ex elettori delusi della sinistra? Cosa dovrebbe pensare chi vuole essere «padrone a casa sua» di fronte alla notizia che l’attuale presidente dell’Asm pavese Giampaolo Chirichelli (Lega Nord, nonché presidente del cda di Finlombarda, la società a cui l’Ato pavese deve ricorrere per i finanziamenti) fino a ieri è rimasto seduto al tavolo con i rappresentanti della multinazionale francese Veolia, a cercare un accordo per la privatizzazione dell’erogazione dell’acqua in provincia di Pavia? Ora Chirichelli si dichiara fiero avversario della cessione dell’acqua ai privati, e annuncia un’associazione temporanea di imprese pubbliche pronta a concorrere; ma a quel tavolo, con al fianco il chiacchierato Tedesi e Bina, insieme a Veolia c’era il leghista Chirichelli e non «quella parte di sinistra che ha annunciato il posizionamento di gazebo per la raccolta di firme contro la privatizzazione dell’acqua. Quel gazebo – ironizza il presidente di Asm  – potrebbero cederli alla Lega, che ne ha bisogno» (“La Provincia Pavese”, 8 novembre). Per farne che? Per lavorare, come già l’anno scorso, alla raccolta delle firme per un referendum contro la legge regionale 18/2006 che regalava ai privati l’erogazione dell’acqua lombarda? (referendum sostenuto da numerosi benemeriti Comuni a guida leghista) O per darla a bere ai propri elettori, con la barzelletta dell’accordo temporaneo tra imprese formato dalle sette sorelle Asm provinciali più la milanese Amiacque? Veolia non ce la siamo affatto tolta di torno; ha risorse e potenti sponsor, e concorrerà da sola. E ora? I sedicenti neoguelfi della cordata Asm scendono in campo per vincere o per partecipare? È una manovra per donare l’acqua pavese ai francesi già “padroni in casa d’altri” oppure, contro i «forti competitori» d’oltralpe, il locale Pier Capponi, a capo della super indebitata Asm, saprà far tuonare le sue campane e mettere sul piatto risorse nonché cospicue dosi del padanico celodurismo?

Se sull’acqua la Lega sarà partito di lotta o di latta, e cioè se tutto questo si rivelerà una grande presa in giro o meno lo sapremo a fine gennaio, all’apertura delle buste contenenti le offerte. A meno che… A meno che, oltre a «quella parte di sinistra», anche Lega ed altri finto-duriepuri da subito incalzino i sindaci della provincia per sollecitarli a recepire le modifiche alla legge 18/2006, quelle contenute nella successiva legge regionale 1/2009 (adottata nel gennaio scorso per scongiurare il rischio di referendum), legge assai pasticciata, che tuttavia non obbliga più alla messa in gara ma, a certe condizioni, consentirebbe l’affido diretto della gestione e dell’erogazione a una società pubblica. Con buona pace di Veolia o chi per essa. “A meno che…”, perché, ahinoi, il coraggio dimostrato dal fiorentino Pier Capponi di fronte a Carlo VIII di Francia, manzonianamente, uno non se lo può dare.


 

 

 

domenica, 08 novembre 2009 | link | commenti

Acqua. Un coordinamento cittadino

Per parlarne insieme, per informarci sul problema, per scambiarci idee su come/cosa/quando fare qualcosa, per dire ai nostri amministratori «Non ci piace quello che avete fatto e come l’avete fatto: fermatevi!». Siamo invitati tutti, ma proprio tutti (cittadini, associazioni, movimenti, partiti, comitati) all'assemblea per un coordinamento cittadino a difesa dell’acqua pubblica indetta per lunedì 9 Novembre a Pavia, ore 21, in Via Ferrini 8

 
 

Nel gennaio 2010 si terrà la gara per l’affido (per 10 anni) del Servizio Idrico Integrato in Provincia di Pavia. Una gara bandita in gran fretta, e senza tener conto:
- del parere del Comitato di Vigilanza Risorse Idriche, che ha bocciato il Piano d'Ambito dell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale)  di Pavia e il metodo di determinazione delle tariffe da applicare, poiché non tutelano la risorsa acqua («il piano è fatto per incentivare il consumo delle risorse idriche e non per salvaguardarle», dice il CO.VI.R.I.) e non tutelano l'utenza (non è previsto un limite massimo annuale per gli aumenti delle tariffe, come invece prevede la normativa nazionale);
- del parere dell'Antitrust, che sostiene come un affidamento esclusivo per 10 anni non crea mercato e concorrenza, ma li impedisce;
- del parere della gente, che negli ultimi anni ha risposto in maniera massiccia alle iniziative di sensibilizzazione verso il tema acqua, sostenendo con la propria firma, la propria presenza,  la propria opinione il concetto che l'acqua è un bene pubblico e non può essere utilizzata per alcun motivo e a nessun livello a scopo di lucro.
A Pavia tante iniziative sono sorte spontaneamente all'annuncio di questa gara d'appalto, tanti cittadini, gruppi, movimenti, partiti, associazioni si sono mobilitati immediatamente, per manifestare la propria contrarietà, a chiedere perché non sono mai stati minimamente coinvolti dalle istituzioni e dalle amministrazioni (compresi i sindaci) nel percorso che ha portato all'attuale stato di cose.
Siamo i primi in Italia ad effettuare questo tipo di gara, tutta l'Italia che ha a cuore il bene comune ci sta guardando. Solleviamoci!!

 

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua - GruppoAcqua per la provincia di Pavia

(organizza la Federazione della Sinistra d'Alternativa)

sabato, 07 novembre 2009 | link | commenti

L'acqua è un bene comune

Sabato 7 e domenica 8 novembre, dalle ore 15 alle ore 18,30, in piazza del Tribunale, Insieme per Pavia raccoglierà le firme contro la privatizzazione dell’erogazione dell’acqua.


A Pavia la tariffa per l’acqua è oggi di 76 centesimi al metrocubo. Con il passaggio ai privati del servizio di erogazione si prevedono rincari fino a 5 volte il costo attuale. L’acqua – un bene vitale come l’aria – non è una merce e deve restare pubblica e senza scopo di lucro. Chiediamo che questo principio venga inserito nello Statuto del Comune di Pavia.

Al nostro gazebo verrà illustrata la richiesta al Sindaco e al Consiglio di inserire nello Statuto del Comune di Pavia, quale comma 2 dell’art. 5, il seguente testo:


«Il Comune ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e non una merce, e pertanto: - Il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro; - la rete di acquedotto, la distribuzione, le fognature e i depuratori sono di proprietà pubblica inalienabile e di competenza del Comune; - la loro gestione è affidata a enti o aziende interamente pubbliche; - il Comune garantisce ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di 50 litri per abitante»

 

venerdì, 06 novembre 2009 | link | commenti

No alla privatizzazione dell'acqua

A Pavia la tariffa per l’acqua è oggi di 76 centesimi al metrocubo. Con il passaggio ai privati del servizio di erogazione si prevedono rincari fino a 5 volte il costo attuale. L’acqua – un bene vitale come l’aria – non è una merce e deve restare pubblica e senza scopo di lucro. Chiediamo che questo principio venga inserito nello Statuto del Comune di Pavia.

 

La domanda più importante è: L’acqua è un bene di rilevanza economica? La risposta è semplice: per chi produce acqua minerale, per chi usa grandi quantità di acqua in impianti industriali o d’estate in irrigazioni agricole, la risposta è sì. Invece per il consumo individuale del singolo cittadino non c’è motivo di vedere nell’acqua un bene di rilevanza economica.

L’Amministrazione comunale può indicare nell’acqua un bene di vitale importanza per l’intera popolazione, indipendente dalle condizioni economiche e sociali, e che perciò il servizio idrico integrato è senza scopo di lucro, la cui gestione è da affidare a un’azienda speciale pubblica.

Il 28 gennaio 2009 la Regione Lombardia ha dovuto fare marcia indietro, modificando la precedente normativa sulla privatizzazione, e consentire così ai Comuni di mantenere in ambito pubblico non solo la gestione delle reti ma anche l’erogazione dell’acqua potabile, senza più l’obbligo di delega ai privati, con il rischio di assistere alla privatizzazione degli utili (in tasca ai privati, con la gestione delle bollette) e alla socializzazione dei costi di gestione (spalmati sulla collettività). Per di più, l’obbligo di conferire l’erogazione mediante gara instaurerebbe per dieci anni un monopolio, e non una libera concorrenza.

In Italia abbiamo i costi più bassi d’acqua potabile d’Europa, e la Lombardia ha riserve sufficienti al suo fabbisogno. L’acqua di Pavia proviene da una falda profonda costantemente monitorata, è batteriologicamente pura e tra le prime in Italia per qualità. La rete pavese di distribuzione è più efficiente rispetto a quelle di altre città.

Ripetiamo che il diritto all’acqua è inalienabile, individuale e collettivo. Per queste ragioni chiediamo al Sindaco e al Consiglio di inserire nello Statuto del Comune di Pavia, quale comma 2 dell’art. 5, il seguente testo:

 

«Il Comune ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e non una merce, e pertanto:

- Il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro;

- la rete di acquedotto, la distribuzione, le fognature e i depuratori sono di proprietà pubblica inalienabile e di competenza del Comune;

- la loro gestione è affidata a enti o aziende interamente pubbliche;

- il Comune garantisce ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di 50 litri per abitante»

mercoledì, 04 novembre 2009 | link | commenti

Bidoni

di Giovanni Giovannetti


A Valle Lomellina e dintorni lo stabilimento della S.i.f. Furfurolo era popolarmente chiamato “Vietnam”. Quando si alzava il vento, le ceneri della lolla avvolgevano il paese in una nuvola di silice nera, non bella da vedere, e ancora meno bella da respirare. La morte della fabbrica ha lasciato in eredità il terreno devastato dalle rimanenze di testa e di coda del furfurolo, sostanza molto inquinante e pericolosa per la salute, per la presenza dei fenoli. Finisce tutto (quasi tutto) dentro a un migliaio di bidoni, messi a marcire in fosse abusive scavate nei terreni della fabbrica e nei campi circostanti. Un disastro: in breve tempo, i bidoni corrosi rilasciano i veleni che vengono assorbiti, fino a contaminare persino la prima falda acquifera. La Regione Lombardia finanzia allora la bonifica. Ma in superficie rimangono le ceneri della lolla – un sottoprodotto della lavorazione del riso – altrettanto pericolose, perché contengono residui di furfurolo e di fenolo. Così la Regione interviene una seconda volta, finanziando l’opera di asportazione delle ceneri. Per questa bonifica, sarebbero bastati 1.250.000 euro e pochi mesi di lavoro; e invece la Regione Lombardia ne ha deliberati ben 14.500.000, dodici volte tanto, e molti anni di lavoro, con il beneplacito della Provincia e del Comune di Valle.

Da Valle a monte sono in molti a porsi domande, o ridacchiare e darsi di gomito: le carte sembrano a posto ma… conti alla mano, la bonifica di un’area all’estrema periferia del paese, il cui valore fondiario non arriva a 2 milioni di euro, verrà a costare più di 30 milioni, 65 miliardi delle vecchie lire! Sì, perché dopo il fallimento della S.i.f., dieci anni fa la Regione era già intervenuta con 37 miliardi di lire. Una storia nota solo in parte.

sabato, 24 ottobre 2009 | link | commenti

Gentile signora Gariboldi, gentile signor Stan

di Irene Campari*

 

 

Mi permetto di rivolgermi a Voi in modo congiunto Le Vostre reciproche storie private e pubbliche sono distanti, eppure si sono fortuitamente trovate a condividere le stesse pagine della stampa locale. Può capitare a coloro che non hanno un vissuto ordinario e banale. Penso possa essere d’interesse per Entrambi ricostruire in modo, seppur personalissimo, un frammento almeno di percorso che Vi ha portati a tale visibilità mediatica in un ordinario giorno d’autunno pavese. Leggo che la lombarda signora Gariboldi sarebbe candidata per il Pdl alla poltrona di Consigliere regionale perché capace e perché chiamata a gran voce dal partito a ricoprire tale ruolo. Leggo che il signor Stan (cittadino rumeno di origine Rom) sarebbe candidato all’allontanamento da Pavia poiché «Pavia non lo vuole», come ha dichiarato il giovane vicesindaco Gianmarco Centinaio. Che destini affatto simili avete! Lei Signora Gariboldi appartiene al ristretto gruppo dell’élite politica locale, ha lodevolmente curato la campagna elettorale del Pdl alla scorse elezioni provinciali ed è stata premiata con un assessorato. La sua posizione sociale è solida, indiscutibile e invidiabile, di quelle che fan serrare le fila intorno a sé in caso di bisogno. Lei signor Stan è nato a Slatina in Romania in una delle comunità Rom più grandi d’Europa, di tanti fratelli lei è l'unico che sa un po’ leggere, povero e massacrato di botte qualsiasi in una notte qualsiasi, e per questo ridotto su di una sedia a rotelle. In passato ho potuto solo vagamente immaginare la Tua vita, poiché quando cercavo di inoltrarmi negli anfratti più bui, comuni a molte esistenze vissute nel cuore della civile Europa, non ce la facevo e dovevo fermarmi. La Tua posizione sociale è la più fragile che si possa immaginare; l’arbitrio a cui potresti essere sottoposto è, da che mondo è mondo, tra i più rivelatori di un modo di gestire il potere. Ciò che Ti accade in questi giorni è null’altro che questo. La Tua posizione sociale è di quelle che non fanno accorrere nessuno quando si è colpiti dalla Giustizia o dalla vita.

giovedì, 08 ottobre 2009 | link | commenti (2)

Libertà di stampa o di querela?

A proposito della doppia morale

di Giovanni Giovannetti

 

 

In molte città italiane si sono tenute manifestazioni per la libertà di stampa e contro Berlusconi. A Pavia, in Piazza del Tribunale la locale sinistra si è data convegno e c’era Francesco Brendolise (Partito democratico), che recentemente mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa, querela poi archiviata dalla Procura perché quanto ho scritto su di lui rispondeva al vero sillaba dopo sillaba. C’era soprattutto l’avvocato Alessandra Morlotti (Sdi), che è solita praticare la denuncia a scopo intimidatorio (d'accordo con i compagni di merende Domenico Pingitore e  Roberto Portolan, l’ex assessore già frequentatore delle patrie galere). Per il caso Giurato-Pigitore - quest'ultimo è ora indagato per calunnia - ne sono toccate tre anche a me, poi archiviate, così come le querele al “Settimanale pavese”, a questo blog e a quello del Circolo Pasolini (querele condivise con Irene Campari).

A manifestare per la libertà di stampa era ben rappresentato il Partito democratico, l’area politica da cui provengono altri figuri dalla querela facile, figuri come l’ex sindaco Piera Capitelli e la sua obbediente tirapiedi Ilaria Balduzzi, quest’ultima a suo tempo nominata capo dei vigili così come il cavallo di Caligola diventò senatore.

Negli ultimi due anni ho avuto 11 querele e nessuna condanna,  quasi tutte provenienti da persone oggi in piazza a manifestare ipocritamente per la libertà di stampa, persone appartenenti allo stesso partito che il giorno prima in Parlamento aveva salvato Berlusconi con l’ignobile farsa assenteista messa in scena da 33 deputati dell’opposizione (25 del Pd, 7 dell’Udc e 1 dell’Idv; assenti anche 36 deputati della maggioranza): fossero stati presenti,  lo scudo fiscale non sarebbe passato e Berlusconi sconfitto.

Ma, simbolicamente, è altrettanto grave che né “L’Unità” né la “Repubblica” (e cioè i due giornali che, insieme all’“Avvenire”, scontano gli ultimi attacchi dell’ex titolare della tessera P2 1816) hanno preteso la testa dei deputati desaparecidi di Franceschini, Di Pietro e Casini, tre leaders solitamente durissimi con Berlusconi a telecamere e microfoni accesi: duri solo a parole, ma nei fatti pronti a lanciare un salvagente al naufrago di Arcore alla deriva.

sabato, 03 ottobre 2009 | link | commenti

Riepilogo per la sinistra che non c’è (ma dov'è?)

di Giovanni Giovannetti

 

 

A Pavia, i due centri comunali in via San Carlo e Fossarmato ospitano circa 70 rumeni di etnia Rom (uno ogni mille abitanti; più della metà sono minori). Secondo alcuni politici e faccendieri locali la loro presenza causerebbe ansie e insicurezze ai pavesi ben più, per i molti che tirano la cinghia, della fatica di arrivare a fine mese. Balza evidente la tragicomica simmetria tra la sinistra parentesi della Giunta Capitelli (Pd) e alcune recenti esternazioni del neosindaco Cattaneo (Pdl), entrambi ossessivamente intenti a battere sul tasto dei Rom cattivi e intanto ignorare ben altri segnali come, ad esempio, i vorticosi movimenti di denaro nelle numerose banche pavesi, nonostante l’assenza di attività produttive; o la disoccupazione; o le iperspeculazioni immobiliari e finanziarie; o i dolorosi riverberi su salute e territorio dei rifiuti inquinanti e radioattivi, ovvero della monnezza-connection e della moltitudine di inchieste milanesi, torinesi, veronesi, calabresi, spezzine, livornesi, astigiane, genovesi (e mai pavesi) e relativi burattini e burattinai che incrociano in zona.

giovedì, 01 ottobre 2009 | link | commenti

Burattini di legno

di Giovanni Giovannetti


Il sindaco Cattaneo è come Pinocchio: un burattino di legno dal naso sempre più lungo. Una settimana fa la “bufala” sui casi di pedofilia e prostituzione minorile tra i Rom del Centro di via San Carlo; ieri ancora bugie sulla mancata assistenza a due famiglie rumene sgomberate dalla Necchi. Lo stesso assessore ai Servizi sociali Assanelli ha correttamente riferito che era loro intenzione accudire i bambini, separandoli tuttavia dai genitori e questo è inaccettabile (ma non sono gli zingari quelli che “rubano” i bambini? Ma non sono i cattolici come Assanelli e Cattaneo quelli in prima linea a difendere l’unità della famiglia?). Confermo inoltre che non uno di questi bambini è poi tornato a scuola e, al momento, di loro non si hanno notizie. Ricacciati indietro, alla faccia del superiore interesse dei minori.

Sono ferite di cui il nostro giovane sindaco porta ampie responsabilità. Ferite che sui minori non si cicatrizzeranno. Ma forse queste famiglie pesano poco: come evanescenti “scarti umani” sono facilmente dilavabili dalla coscienza, e per certi cattolici domenicali potrebbero anche bastare quattro ave e tre pater. Non si dilavano invece gli articoli 2, 3 e 34 della nostra Costituzione, la stessa sulla quale Cattaneo ha giurato.

A Pavia e nel Paese stiamo assistendo all’uccisione del sentimento di verità. La politica che coltiva le rendite elettorali della paura, dell’esclusione e dell’odio; la politica che criminalizza i poveri invece delle povertà; la politica che favorisce i business delle mafie, lo spreco delle risorse e le speculazioni immobiliari; la politica che non si oppone alla trasfusione del razzismo e della xenofobia nelle vene del senso comune, gettando invece benzina sul fuoco dell’intolleranza. Questa politica sta rubando il futuro a noi e ai nostri figli, e i più grandi sono coetanei di Alessandro Cattaneo. Sindaco, si può anche sbagliare; l’importante è correggersi. Pensaci, prova a migliorarti, smarcati.


mercoledì, 30 settembre 2009 | link | commenti

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l'avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.
Gianni Rodari

appuntamenti


= = =
. Dove andiamo? Dritti contro
un muro.
Serge Latouche

abbiamo scritto


Candidato domanda. Candidato risponde Siamo molto. troppo strani. Peggio che astronauti tornati da chissà dove «
Armando Barone. Paolo Ferloni

Maternità e lavoro Quali nuove opportunità «
Paola Carrera. Rita Menna

Quale ricerca? Energia nucleare. termoelettrica o solare «
Paolo Ferloni

Le risposte mancate Una lettera per il candidato Cattaneo «
Giovanni Giovannetti

Vietato anche il gelato La legge 'anti-kebab' «
Fiorenza Zanchi

La ri-comparsa dei fatti e le opinioni Le case dell'Aler «
Davide Tininini

Il mio voto non lo butto
Controcultura in salsa pavese «
Armando Barone

Progetto "cluster"
per un distretto virtuoso «
Marcello Stefanelli

Comunità tzigane
Come si risolve un problema «
Giovanni Giovannetti

L'amministrazione differente «
Walter Veltri

Tempi grami per l’istruzione e
la formazione dei nostri figli «
Michele Raguseo

L’utopia delle cose concrete
Un modello per Pavia «
Serge Latouche

Il nuovo antifascismo? La lotta
alle mafie e ai cementificatori «
Giovanni Giovannetti

L'acqua non è una merce «
Alessio Negri

Lo sviluppo (in)sostenibile
Il suolo è una risorsa finita e
non è rinnovabile «
Giuseppe Camerini. Paolo Ferloni

Le chiese romaniche di Pavia
un patrimonio da valorizzare «
Walter Veltri

Marketing territoriale Impariamo
a valorizzarci «
Insieme per Pavia

Lavorare stanca Legalità, lavoro, finta sicurezza «
Insieme per Pavia

Asm. Diamo i numeri? «
Walter Veltri

Gli affari loro Da Albergati a Capitelli ad Albergati «
Giovanni Giovannetti
..
questo non è uno spot

questi sono i fondamentali


Interventi economici in sostegno delle famiglie in difficoltà e il contenimento del costo di alcuni servizi (bollette dell’acqua e del gas, asili nido, mense scolastiche e scuole d’infanzia) che dovranno essere gratuiti per le fasce di reddito più basso  -- -- -- -- -- --
Commissariamento dell’Asm (super-indebitata)  -- -- -- -- -- --
L'acqua non è una merce da cui trarre profitto e va mantenuta a bene pubblico. A Pavia costa 0.76 euro al metro³. Ora la vorrebbero privatizzare con un inevitabile aumento delle tariffe (dopo il passaggio ai privati, ad Arezzo il costo del servizio è aumentato di quasi cinque volte)  -- -- -- -- -- --
Interventi immediati per la
messa in sicurezza degli edifici scolastici
molti dei quali sono
fuori norma. Alcune scuole sono fatiscenti. Altre sono incongrue. Altre ancora sono da ristrutturare. Nelle nostre scuole crollano i soffitti. Alle famiglie va data una corretta e tempestiva
informazione  -- -- -- -- -- --
Manutenzione delle strade che sono piene di buche, e attenzione al decoro urbano: che l'amministrazione pulisca, che i cittadini non sporchino  -- -- -- --
Taglio delle spese superflue e
dei costi della politica
. In particolare: riduzione degli inutili
e onerosi Consigli di amministrazione  -- -- -- -- -- --
Contenimento delle consulenze esterne che saranno affidate al personale del Comune  -- -- -- -- -
Rivalutazione dei parametri di merito per i dipendenti comunali
Insediamento della Commissione antimafia comunale  -- -- -- -- -- -
Approvazione rapida del Piano
dei Servizi
  -- -- -- -- -- --
Ridiscussione del Piano generale del territorio: il Comune indica le proprie priorità per la tutela del territorio e per la tutela del centro storico inteso come monumento unico  -- -- -- -- -- --
Abolizione dell’art. 12 del PRG
che ha provocato la chiusura di
cinema e alberghi, trasformati in residenze  -- -- -- -- -- --
Abrogazione della norma del PRG che consente la costruzione di parcheggi sotterranei in centro storico  -- -- -- -- -- --
Abrogazione delle regole liberticide contenute nel nuovo regolamento della Polizia municipale  -- -- -- -- -- --
Individuazione di alcuni spazi da affidare in gestione a giovani e studenti  -- -- -- -- -- --
Proseguimento dei consigli circoscrizionali su basi volontarie
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